Sono la dott.ssa Magda Ioli, psicoterapeuta con più di 30 anni di esperienza clinica. Impiego un approccio che combina tecniche psicoterapiche tradizionali con metodi creativi a cui chiamo Psicologia Analitica in Movimento.
Come psicoterapeuta a orientamento analitico integrato, il mio metodo si basa sull'accompagnare le persone in un percorso di autoconoscenza, ossia il “processo di individuazione”.
Credo che ogni persona abbia un potenziale da scoprire e sviluppare, ma spesso è bloccata da conflitti e sofferenze, dall'interazione con l'ambiente (casa, famiglia, partner, amici, insegnanti, comunità e stimoli esterni). Quindi la qualità della relazione tra paziente e terapeuta è fondamentale per promuovere cambiamenti positivi.
Con un aiuto mirato sulla crescita personale si possono sbloccare le risorse interne, verso un miglioramento nella gestione dei problemi e nella qualità di vita.
"Psicoterapia Analitica in Movimento".
La maggior parte delle tecniche psicoterapiche nasce fra fine '800 e prima metà del '900, in un mondo di stabilità: famiglia, lavoro e comunità offrivano punti di riferimento duraturi, e l'identità si costruiva attraverso ruoli sociali definiti nel tempo. Oggi viviamo modelli opposti — precarietà, iperconnessione, identità mutevoli — dove tutto cambia più velocemente della nostra capacità psichica di adattarsi.
Le tecniche psicoterapiche, pur mantenendo la loro base teorica solida, necessitano di un aggiornamento: non per abbandonare la profondità del lavoro analitico, ma per renderlo capace di dialogare con le sfide reali di chi vive nel presente. Per questo ho integrato alla mia formazione in Psicologia Analitica una serie di tecniche complementari, per lavorare non solo sui traumi profondi, ma anche sulle conseguenze della pressione sociale e sui cambiamenti che generano una sorta di solitudine forzata in chi vive in questo nuovo tipo di società digitale. I legami sono diventati più fragili, e la famiglia spesso non riesce più a offrire il sostegno di cui la persona avrebbe bisogno. A questo si aggiunge il coinvolgimento del corpo: disturbi psicosomatici legati allo stress e ad altri fattori della vita contemporanea, che lasciano segni significativi sulla salute delle persone.
Quindi il termino "Psicologia analitica in Movimento", "Analitica" perché affonda le radici nella psicologia del profondo junghiana, con i suoi archetipi, sogni, miti e simboli che abitano l’inconscio. "In Movimento" perché non si esaurisce nell'interpretazione: include il corpo che respira, (tecniche bioenergetiche e meditative), la scrittura creativa, l’immagine (tecniche espressive), il pensiero che interroga con domande esistenziali (filosofia).
È un nome che dice esattamente ciò che faccio:
non sto ferma sulla poltrona a interpretare parole o questionare comportamenti, ma cammino con la persona che ho di fronte, in un percorso che è al tempo stesso fisico, emotivo, immaginativo e intellettuale.
Come lavoro
“Trauma” significa ferita. Tutti portiamo ferite del passato, soprattutto legate a periodi di fragilità come l’infanzia. Conflitti familiari, figure di attaccamento inadeguate o esperienze trascuranti possono lasciare segni profondi, generando convinzioni come “non sono bravo”, "non sono amato, nessuno mi vuole", "faccio tutto sbagliato" o “non posso fidarmi di nessuno”. Queste ferite moldano decisivamente il nostro carattere, i nostri schemi mentali, le nostre reazioni e scelte relazionali.
Il lavoro terapeutico consiste nel ricontattare queste ferite in un contesto protetto, illuminando le zone in ombra della tua storia. Attraverso l’integrazione della psicologia analitica con tecniche espressive, neuroscienza e rilassamento psico-bioenergetico, possiamo costruire insieme un percorso su misura, in base alle tue esigenze e alla tua storia.
La mia premessa è chiara: la psiche non è un guasto da riparare, ma un ecosistema da esplorare. E per esplorarla servono più mappe, non una sola.
La formazione junghiana mi offre la bussola: guardo ai sintomi non come nemici, ma come messaggeri di parti di sé che chiedono ascolto. Lavoro con le sincronicità, con gli archetipi che emergono nelle storie che la persona racconta. Ma se mi fermassi qui, sarebbe come descrivere un quadro senza mai toccarlo. Per questo integro strumenti che appartengono ad ambiti diversi, tenendoli insieme con un unico filo conduttore: la ricerca di senso
Strumenti del movimento integrati
- Tecniche bioenergetiche: sciolgono ciò che la parola non raggiunge. Una spalla contratta, un respiro bloccato sono spesso la geografia di un conflitto emotivo. Lavorare sul corpo significa dare alla mente un canale diretto per esprimere ciò che non ha ancora un nome.
- Tecniche espressive: disegno, movimento, vocalizzazioni. Non tutti sanno dire "ho paura”, ”mi sento vuoto”, ma sanno tratteggiare un cerchio nero o muovere le braccia come rami al vento. L'espressione creativa aggira le difese del linguaggio e mette in luce ciò che è preverbale. Infatti nel mio lavoro, utilizzo spesso mediatori artistici e tecniche dinamiche per facilitare l’espressione di ciò che fa fatica a emergere attraverso soltanto il discorso linguistico.
- Tecniche di rilassamento ( training autogeno, mindfulness, healing-Tao, visualizzazioni guidate): respiro, meditazione, per insegnare al sistema nervoso a ritrovare il suo equilibrio. Molte delle sofferenze che vedo sono radicate in uno stato di allarme permanente. Ad esempio, se soffri di ansia e insonnia, possiamo affiancare al lavoro analitico tecniche di rilassamento corporeo.
- Mitologia e racconti: non come intrattenimento, ma come specchio. Quando una persona si riconosce in Demetra o in Prometeo, o nei supereroi, non sta fuggendo dalla realtà:, sta trovando un linguaggio universale per nominare la sua esperienza più intima. I miti danno forma all'indicibile.
- Scrittura creativa: il diario, l'autobiografia, la poesia. Scrivere non è solo catartico, è un atto di riappropriazione. Permette di riscrivere la propria narrazione interna, di passare da "sono vittima di" a “scrivo io la mia storia”.
- Filosofia: non come teoria, ma come domanda viva. Che cosa significa per te la libertà? Esiste un senso in ciò che accade? La filosofia, in seduta, è l'arte di fare le domande giuste, quelle che aprono crepe nei muri delle certezze.
Con queste risorse integrate alla Psicologia Analitica si possono trattare diversi tipi di disturbi e disagi quali difficoltà di adattamento, di regolazione delle emozioni, sofferenza, dipendenze, stress, ansia, depressione o problemi relazionali.
Come si svolge un incontro
Non esiste una seduta uguale all'altra. A volte iniziamo con cinque minuti di respiro consapevole, per "atterrare" nel presente. Altre volte, se percepisco tensioni, propongo un esercizio bioenergetico: piegare le ginocchia, scaricare il peso, emettere un suono. Altre ancora, se emerge un’immagine mentale, la esploriamo come se fosse un film di cui la persona è allo stesso tempo regista e protagonista.
La mia postura è di guida partecipante, non di interprete onnisciente. Non dico: "questo significa quello". Dico: "Se questo simbolo fosse un personaggio, cosa ti direbbe? E se tu gli rispondessi?". Lavoriamo insieme, come due esploratori che hanno mappe diverse ma la stessa sete di senso per trovare il percorso giusto alla sorgente..
Alla fine di ogni incontro, lascio sempre un "compito" per la settimana: può essere una frase da completare, un'immagine da disegnare o un passo di una storia da leggere. Perché il vero lavoro non accade solo nello studio, ma nella vita quotidiana.
La differenza sostanziale
Non riduco la persona a una diagnosi, né la seduta a un protocollo. Non ho paura del silenzio, né delle lacrime, né della risata improvvisa. Accolgo la complessità come una ricchezza, una risorsa, non come un problema.
Il mio compito non è "aggiustare", ma ri-connettere: la testa al corpo, il corpo alle emozioni, le emozioni al pensiero, il pensiero all'immaginazione, l'immaginazione al senso. È un lavoro artigianale, non standardizzabile.
E so che funziona perché, nel tempo, centinaia di persone che seguono questo percorso non mi dicono solo "sto meglio". Mi dicono: "mi sento più intero". E questa, per me, è la vera misura del cambiamento.
In definitiva, si può chiamare Psicoterapia Analitica in Movimento. Ma per chi la vive, ha un nome più semplice: il viaggio per tornare a casa.
"Accompagnarti in un viaggio di scoperta, integrazione e trasformazione, verso una vita più armoniosa e realizzata, è la mia missione."
Formazione - un po' del mio curriculum
La mia formazione accademica è assai abbrangente e, si è sviluppata in tre aree di conoscenza: Psicologia, Arte e Filosofia.
Laureata in Psicologia Clinica presso la Pontificia Università Cattolica di San Paolo, con formazione in Psicologia Analitica Profonda presso NEPP - Nucleo di Psichiatria e Psicoanalisi, specializzazione in Neuropsicologia presso la Scuola Paulista di Medicina di San Paolo e in Arti Visive e Creative presso ESPM - Scuola Panamericana d'Arte, mi sono qualificata per lavorare con diverse tipologie di problematiche psicologiche, disturbi di adattamento e conflitti relazionali.
Nel mio percorso formativo ho avuto importanti maestri e scienziati. Nei decenni tra gli anni '70 e '80, Brasile e Argentina, hanno ricevuto innumerevoli scienziati europei di alto livello, fuggiti dalle conseguenze della guerra e che hanno trovato accoglienza e libertà per la loro pratica professionale innovativa. Facevano parte degli "Intellettuali in Fuga".
Ho potuto partecipare attivamente per quattro anni al gruppo di studi pratici in "Integrazione Fisiopsichica e Bioenergetica" del noto medico e psicoanalista Petho Sandor, creatore del metodo Calatonia per il trattamento dello stress post-traumatico, oltre tecniche di trattamento dello stress lavorativo e di rilassamento.
Ho frequentato per diversi anni gli "Incontri con l'Inconscio", gruppo di studi su Psicologia Analitica Junghiana e Mitologia diretto dalla psichiatra psicoanalista Nise da Silveira, ex allieva di Carl Jung e fondatrice del Museo delle Immagini dell'Inconscio a Rio de Janeiro. Il museo è allestito con il lavoro dei pazienti dell'Ospedale Psichiatrico Engenho de Dentro, di cui lei fu direttrice per molti anni. Dopo l'esperienza con Jung in Svizzera, la dott.ssa Nise ha cancellato i metodi tradizionali di elettroshock e insulinoterapia per introdurre l'Arteterapia come strumento di comunicazione e trattamento dei disturbi psichiatrici.
Con Ivando Bertazzo, coreografo specialista in psicomotricità fisiopsichica ed espressione corporale, ho potuto imparare tecniche di comunicazione di pensieri, stati d'animo ed emozioni attraverso il movimento, la postura, la mimica facciale e la gestualità.
Con Livio Tulio Pincherle, medico italiano di Trieste, ho imparato tecniche di ipnosi regressiva e i fondamenti della psicologia transpersonale che tratta degli aspetti spirituali e trascendenti dell'esperienza umana.
Per 9 anni ho frequentato il gruppo di arteterapia condotto dall'artista e arteterapeuta Umberto França rivolto a psicoanalisti junghiani.
Ho frequentato per 3 anni il gruppo diretto dal maestro taoista Mantak Chia "Alchimia interiore", riguardo a tecniche di Taichi, qi gong , Healing Tao e meditazione. E ho viaggiato in tante parti del mondo… ho conosciuto tante culture diverse e vissuto tante esperienze per la mia evoluzione mentale e spirituale.
Nel mio percorso lavorativo fino a oggi, ho ricoperto diversi ruoli professionali: psicologo clinico, psicoterapeuta analitico di adulti e adolescenti, supervisore clinico in psicologia analitica, docente universitario, titolare di studio specializzato in psicologia e psicoterapia, redattore di rivista di salute mentale online, coordinatore di corsi di specializzazione, coordinatore di gruppi di terapia, conferencista, e scrittore.
Sono stata responsabile della psicodiagnosi per 8 anni del reparto di psichiatria dell'Ospedale San Paolo in Brasile.
Presso l'Istituto Zeppellini di Psichiatria e Psicologia sono stata supervisora clinica del master in Psicoterapia Analitica profonda.
Nel 1992 ho creato la prima rivista online di salute mentale con la rubrica "Domande al dottore" con articoli su benessere psicofisico.
Sono stata fondatrice di Psicoclin-Centro di Psicologia Analitica a San Paolo e Rio de Janeiro, operante fino al 2006, quando mi sono trasferita con la famiglia in Italia.
Le mie attività attuali riguardano psicoterapia analitica, consulenza psicologica, coaching terapeutico per lo sviluppo di potenzialità, coordinamento di gruppi per la gestione genitoriale, ansia e stress, autostima e coordinamento di gruppi di studio in arteterapia.
Ideatrice del Metodo E.R.I.C.A. per la gestione dello stress e del burnout e per il miglioramento della qualità di vita.
Sono anche autrice di libri su salute mentale:
- "Domina la Paura: cambia la mente, trasforma la tua vita" parla dei disturbi emotivi-relazionali, dei problemi di autostima e delle tecniche per sconfiggerli.
- "Burnout: la strada per uscirne prima che ti divori vivo" tratta di esaurimento nervoso e stress cronico nell'ambito lavorativo nei settori dell'informatica, della sanità e dell'istruzione.
- "Quando curare fa male" su burnout sanitario
- "Benessere mentale e crescita personale"
Scrivo articoli settimanali di interesse nell'ambito della salute mentale nel mio blog e canali social.
Prenota il primo colloquio
Se desideri sapere di più sui servizi offerti o prenotare una consulenza, lascia il tuo nome e telefono e orari preferiti. Sarai contattato/a in brevissimo tempo.